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Il museo di Olbia
Olbia è una città molto antica con tante cattedrali e musei, che si trovano in antichi edifici. Il Corso Umberto è la strada principale che conduce al museo archeologico.
Il Museo archeologico di Olbia è situato sull’isolotto di Isola Peddona proprio di fronte al vecchio porto. La struttura del museo somiglia molto a una nave, tanto per restare in tema con una città prettamente marinara.
Il Museo racconta la storia di “Olbía”, la città “felice” dei Greci, col suo porto strategico e le millenarie stratificazioni culturali. E’ il museo che in Italia espone il maggior numero di navi antiche e l’unico al mondo che mostra alberi e timoni d’età romana, dunque una tappa obbligata per chi sia appassionato di tecnica della navigazione antica

ORARIO:
lunedì e martedì chiuso;
dal mercoledì alla domenica compresa:
mattino 10.00 – 13.00
pomeriggio 17.00 – 20.00
Ingresso gratuito

LUOGHI DA VISITARE:

CASTELLO DI PEDRES

Il castello di pedres risale al medioevo è costruito interamente in pietra.
Venne utilizzato dai Pisani per far fronte all’attacco agli Aragonesi .

 

TOMBE DEI GIGANTI:

Risalgono all’epoca nuragica.
Sono dei monumenti che avevano la funzione di accogliere i defunti.
Composte da grandi pietre conficcate nel terreno in posizione eretta. Una camera coperta con delle lastre di pietra che termina con un esedra, al centro dell’esedra si trova la stele centinata, con un apertura alla base che molto probabilmente doveva servire per l’introduzione del defunto. Si trovano A POCHI metri dal castello di Pedres.

L’ingresso è gratuito.

SITI ARCHEOLOGICI SITUATI NELLE VICINANZE DI OLBIA

POZZO SACRO:

Si ha accesso al pozzo mediante una scala di diciassette gradini. All’epoca dello scavo il pozzo ha restituito numerosi reperti riferibili all’età nuragica, punica e romana, segno di una certa continuità di utilizzo quasi sempre collegata a riti pagani.
E’ costituito da un ampio cortile che dà accesso ad un vestibolo, a sua volta collegato mediante una scala con la “camera a tholos” che sovrasta la sorgente. Il cortile, accessibile mediante una scala di quattro gradini.

 

AQUEDOTTO ROMANO:

L’acquedotto di Olbia fu edificato dai romani tra il I°e II° sec. d. C., per raccogliere l’acqua proveniente dalle sorgenti del monte Cabu Abas.
E’ costituito da una grande vasca di decantazione scavata completamente nella pietra ed volta a botte provvista di sei fori per l’aerazione. Sui lati della cisterna sono presenti altre due vasche più piccole e un pozzo di entrata e uscita dell’acqua. Sulle arcate si notano ancora le canalette di trasporto dell’acqua.

 

NURAGHE RIO MOLINU

La costruzione presenta la caratteristica forma circolare di circa 8 metri di diametro. Oltre la sala è presente, sul lato destro del corridoio, una garrita e un vano scala che conduce a una fossa sacrificale, nella quale furono rinvenuti frammenti di ossa combuste e materiale ceramico.
In scavi fatti nel 1939 venne trovato un bronzetto rappresentante una donna che trasporta un’anfora sul capo.

LUOGHI DI CULTO

CHIESA DI SAN PAOLO:

L’edificio si trova al centro storico della città di Olbia,
La chiesa è stata l’unica parrocchia nel territorio olbiese fino al 1954.
L’interno negli anni sessante fu affrescato dal pittore Alberto Sanna.
Recentemente sono state rinvenute, nei sotterranei della chiesa, due cripte con i resti dei componenti di diciotto famiglie locali.

BASILICA DI SAN SIMPLICIO:

La basilica di San Simplicio, ad Olbia, è il più importante ed antico monumento religioso della Sardegna nord-orientale. Sotto l’altare è conservato il busto reliquiario in legno policromo raffigurante il santo titolare, ai cui piedi, in una teca, sono conservate le sue reliquie. Queste furono rinvenute nel 1614 durante degli scavi archeologici nella cripta della chiesa; subito dopo il ritrovamento vennero trasferite nella chiesa parrocchiale di san Paolo, interna alla città e quindi protetta dalle mura, fino a quando nel 2001 il vescovo Paolo Mario Virgilio Atzei ne decise il ritorno nella basilica con solenne processione.